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NEOPLASIE DEL COLON-RETTO

CON OLTRE 4000 CASI OPERATI NELLA NOSTRA STRUTTURA I TUMORI COLON RETTALI RAPPRESENTANO LA PATOLOGIA PIU' NUMEROSA. DAL 2011 CON L INTRODUZIONE DEL SISTEMA ROBOTICO SONO STATI EFFETTUATE QUASI 1000 PROCEDURE DI CUI 600 COLON RETTALI.

UN CAPITOLO A SE E' RAPPRESENTATO DALLE PROCEDURE EFFETTUATE SULLE RECIDIVE PELVICHE OPERABILI CHE VENGONO TRATTATE NEL NOSTRO CENTRO ATTUALMENTE OLTRE 150 CASI DOVE L APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE E' MOLTO IMPORTANTE

I tumori del colon-retto sono una delle patologie oncologiche più frequenti, in particolare dopo i 50 anni. Grazie ad un programma di screening sulla popolazione, nella maggior parte dei casi vengono intercettati nelle fasi iniziali, quando ancora vi è ampio margine di trattamento.

La Unità Operativa di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico è un punto di riferimento per la diagnosi ed il trattamento di questa patologia, grazie all'ormai consolidata esperienza in questo campo.

Sin dal primo sospetto di malattia, il paziente viene preso in carico ed accompagnato lungo l'iter diagnostico-terapeutico, mirato sulle caratteristiche del paziente, grazie anche alla stretta collaborazione con specialisti ed esperti di altre unità operative.

Il tumore del colon-retto deriva da una crescita incontrollata delle cellule della parete dell’intestino crasso, l’ultimo tratto dell’apparato digerente, il cui compito è assorbire acqua e sostanze nutritive assunte col cibo e compattare le feci.

I tumori del colon sono circa 3 volte più frequenti dei tumori del retto e nonostante il tessuto di origine sia uguale, si manifestano in modo diverso e richiedono approcci diagnostico-terapeutici diversi.

Secondo gli ultimi dati epidemiologici, rappresenta uno dei tumori è maggiormente diagnosticati nella popolazione mondiale, in particolare di età compresa tra 60 e 75 anni.

Grazie ai programmi di screening attivi, alla diagnosi precoce ed al miglioramento delle terapie mediche e chirurgiche, la mortalità del tumore del colon-retto si è fortemente ridotta.


I fattori di rischio noti per lo sviluppo del tumore del colon-retto comprendono fattori nutrizionali (regime alimentare ad alto contenuto di grassi e proteine animali e/o povere di fibre, obesità, abuso di alcolici), genetici (sindomi ereditarie, parenti di primo grado affetti da tumore) e di vario tipo (età, tabagismo, sedentarietà, malattie infiammatorie croniche intestinali, pregressa diagnosi di polipi o tumori del colon retto).

 

A seconda della sede e dell’estensione del tumore, può manifestarsi con diversi sintomi, spesso aspecifici, quali nausea, inappetenza, astenia e perdita di peso involontaria o nei casi più gravi con anemizzazione ed emissione di feci scure o quadro di occlusione intestinale con chiusura dell’alvo e/o diarrea liquida paradossa.

 

Attualmente in Italia è attivo un programma di screening tra i 50 e i 70 anni comprensivo di ricerca di sangue occulto fecale (SOF) ogni due anni ed eventuale colonscopia di approfondimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In caso di sospetto clinico, una volta raccolta l’anamnesi e visitato il paziente, il primo esame diagnostico da eseguire è rappresentato dalla colonscopia completa, durante il quale il medico endoscopista utilizza uno strumento ottico flessibile per visualizzare la parete colica dall’interno e rilevare eventuali alterazioni della normale mucosa, consentendo contemporaneamente l’asportazione di eventuali polipi e l’esecuzione di biopsie multiple sulle zone interessate, ottenendo quindi un primo dato istopatologico sulla natura del tessuto.

 

Se l’esame istologico conferma la diagnosi, il paziente viene preso in carico dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare, composto da varie figure professionali implicate nella gestione delle patologie oncologiche.

 

La stadiazione completa richiede l’esecuzione di una TC torace e addome con mezzo di contrasto e, nel caso di lesioni del retto, di una risonanza magnetica dedicata allo studio della pelvi e/o di un’ecoendoscopia transrettale.

 

In particolare nel caso del tumore del retto avanzato, la combinazione di chemioterapia e radioterapia è spesso indicata come primo step per ottenere una riduzione dell’estensione della malattia e permettere un miglior risultato della chirurgia.

 

L’intervento chirurgico ha lo scopo primario di rimuovere la parte di intestino malata e viene associato ad una accurata rimozione dei tessuti periviscerali e delle catene linfonodali associate, in modo da perseguire la migliore radicalità dal punto di vista oncologico.

A seconda della sede della neoplasia, varia il tratto di intestino da resecare: non è sufficiente rimuovere il tratto con la neoplasia, ma è necessario rispettare la vascolarizzazione del viscere sia per garantire il trofismo dell'intestino rimanente sia per essere certi di asportare le catene linfonodali potenzialmente coinvolte che si sviluppano lungo i principali vasi sanguigni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli interventi più frequentemente eseguiti sono quindi l'emicolectomia destra, l'emicolectomia sinistra e la resezione anteriore di retto. A prescindere dal tratto resecato, il transito intestinale viene sempre ricostruito e ripristinato tramite un'anastomosi tra i monconi prossimali e distali, in modo da permettere al paziente la canalizzazione dall'alvo naturale.

Spesso tuttavia nelle resezioni in prossimità del retto e del canale anale, i tessuti anatomici possono essere coinvolti da processi infiammatori o cicatriziali (per esempio da radioterapia) e pertanto l'anastomosi intestinale può risultare fragile e particolarmente suscettibile a complicanze; in questi casi si rende necessario il confezionamento di una ileostomia protettiva temporanea, che viene lasciata in sede per un tempo di circa 3-4 mesi e a seguire viene chiusa con un ulteriore intervento chirurgico. 

Spesso l'ileostomia, anche temporanea, viene vissuta dal paziente come un "handicap" per paura di non essere in grado a gestirla e di dover evitare qualsiasi contatto sociale. Per supportare anche psicologicamente questa condizione, nel nostro ospedale è stato istituito un team infermieristico dedicato, composto da professionisti del settore, il cui scopo è aiutare i pazienti a imparare la gestione corretta dei presidi di raccolta, seguirli periodicamente in ambulatorio ed accompagnarli lungo tutto il percorso fino al momento della ricanalizzazione.

distribuzione tumore colon rettale
polipo del colon degenerato
emicolectomia robotica
trasformazione polipo cancro intestino
anatomia del colon retto
scema emicolactomia e asportazione colon

INTERVENTO DI EMICOLECTOMIA SINISTRA ROBOTICA CLICCARE SULL IMMAGINE

N.B: si ricorda che la presente pagina ha il solo scopo di introdurre a caratteri generali la patologia e non intende sostituirsi al parere medico specialistico. Per ulteriori informazioni, La invitiamo pertanto a consultare la pagina delle domande frequenti o a contattarci direttamente

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