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NEOPLASIE DEL PANCREAS

NEL NOSTRO CENTRO SONO STATI ESEGUITI CIRCA 300 INTERVENTI DI PANCREASECTOMIA SIA CON TECNICA OPEN CHE CON TECNICA ROBOTICA. LA GESTIONE DEL PAZIENTE OPERATO AL PANCREAS NECESSITA DI UNA STRUTTURA BEN ORGANIZZATA E MULTIDISCIPLINARE

La patologia oncologica del pancreas è un argomento molto delicato che va approcciato in centri specialistici con notevole esperienza, in considerazione della varietà di presentazione e della rapidità di azione necessaria a intercettare i quadri più pericolosi e a trattarli correttamente. Le neoplasie pancreatiche possono presentarsi in varie forme da quelle benigne, da mantenere sotto monitoraggio periodico, fino a casi maligni particolarmente aggressivi e tuttoggi gravati da una pessima prognosi. 

La Unità Operativa di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico si occupa attivamente, in collaborazione con le altre figure professionali coinvolte, di inquadrare il paziente fino dai primi sintomi e di accompagnarlo in tutto il percorso diagnostico-terapeutico e nel successivo follow-up.

tumore del pancreas duodenocefalo pancreasectomia

Il pancreas è una grossa ghiandola situata a livello addominale posterioinferiormente allo stomaco e svolge funzioni sia esocrine per favorire la digestione degli alimenti che endocrine per la regolazione di ormoni implicati principalmente nel metabolismo del glucosio nel sangue. 

Esistono diversi tipi di tumore pancreatico ma quello più aggressivo e con la prognosi peggiore è l'adenocarcinoma duttale, con una sopravvivenza media tuttora inferiore ai 5 anni, complici l'elevata aggressività della malattia e la sua manifestazione tardiva in stadi già avanzati.

Per questo motivo è fondamentale diagnosticare precocemente la malattia e determinarne la natura, in modo da attuare una strategia terapeutica adeguata ed il più efficace possibile.

anastomosi pancreas gastrica robotica

Tra i fattori di rischio più noti ad oggi vi sono l'età sopra i 60 anni, obesità, vita sedentaria, alcolismo, tabagismo, familiarità per neoplasie pancreatiche o altre sindromi genetiche, diabete e le varie forme di pancreatite.

Nelle fasi iniziale la neoplasia è asintomatica e può lentamente manifestarsi con sintomi aspecifici (nausea, inappetenza, perdita di peso involontaria, difficoltà digestive...). Col progredire della malattia tuttavia possono comparire sintomi di allarme quali l'insorgenza improvvisa di diabete, per la mancanza di insulina  deputata a mantenere il livello di zucchero nel sangue entro livelli ottimali, o la comparsa di ittero, per la compressione ed ostruzione da parte della neoplasia delle vie biliari e il conseguente accumulo di bilirubina nel sangue.

 

In caso di sospetto clinico il paziente viene sottoposto ad esami di approfondimento quali ecografia addominale, TC addome e torace con mezzo di contrasto, Risonanza Magnetica in particolare dedicata allo studio delle vie biliari, econdoscopia tramite un gastro-duodenoscopio che permette di ottenere inoltre campioni bioptici per tipizzare i tessuti. Solo se ritenuto necessario, vengono eseguiti ulteriori esami a completamento diagnostico.

 

Dal momento della diagnosi il paziente viene preso in carico dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare che una volta ottenuta la stadiazione completa della malattia provvederà a stilare il percorso terapeutico più appropriato.

Tra le diverse strategie terapeutiche a disposizione vi sono l'utilizzo di chemioterapia, radioterapia e soprattutto l'intervento chirurgico resettivo, combinati in vario modo a seconda della stadiazione e della discussione multidisciplinare. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’intervento chirurgico ha lo scopo primario di rimuovere la parte di pancreas malata e a seconda della sede può richiedere diverse procedure e resezioni viscerali associate. L'intervento più frequente eseguito è la duodenocefalopancreasectomia in cui vengono asportati la testa pancreatica ed il duodeno, il tratto iniziale di intestino da cui il pancreas risulta indissociabile per la presenza di strutture vascolari e delle vie biliari, rendendo necessario condurre un'asportazione "en-bloc". Se la neoplasia invece ha sede a livello del corpo-coda, può essere indicata la pancreasectomia distale a cui è associata o meno la rimozione della milza.

Indipendentemente dall'intervento, al termine della fase "demolitiva" viene eseguita una fase "ricostruttiva" in cui viene ripristinata la continuità dell'apparato digerente per garantire la ripresa dell'alimentazione orale. 

A seconda dell'entità della resezione, l'intervento può determinare un diabete da mancanza di insulina che il paziente verrà addestrato a correggere con l'iniezione sottocutanea quotidiana di ormone sostituivo.

N.B: si ricorda che la presente pagina ha il solo scopo di introdurre a caratteri generali la patologia e non intende sostituirsi al parere medico specialistico. Per ulteriori informazioni, La invitiamo pertanto a consultare la pagina delle domande frequenti o a contattarci direttamente

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