FRANCO ROVIELLO\CHIRURGIA GENERALE E ONCOLOGICA
Professore Ordinario di Chirurgia
Università di Siena

NEOPLASIE DELLO STOMACO
CON OLTRE 3000 PAZIENTI TRATTATI IL NOSTRO CENTRO E' CONSIDERATO UN RIFERIMENTO NAZIONALE E INTERNAZIONALE CON UN CONTRIBUTO IMPORTANTE PER LA DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA E COMPORTAMENTI CLINICI OTTIMALI PER QUESTA MALATTIA

Il tumore gastrico deriva da una crescita incontrollata delle cellule della parete dello stomaco, situato nella parte superiore dell’addome, appena sotto le coste. Può svilupparsi in qualsiasi parte dello stomaco, con una maggior frequenza a livello del corpo gastrico e nelle prime fasi di crescita non manifesta sintomi di rilievo.
Se presenti, i principali sintomi associati alla malattia sono disfagia, dolore addominale in particolare epigastrico, nausea e senso di pienezza in seguito a pasti anche leggeri, inappetenza, perdita di peso involontaria, emissione di feci scure.
Il tumore gastrico è una patologia molto diffusa nella popolazione soprattutto in alcune aree del paese ad elevata incidenza e può presentarsi in modo subdolo quando ormai è già in fase avanzata. Proprio in questo campo di interesse la Unità Operativa di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico ha iniziato da ormai anni a dedicare la maggior parte dei suoi sforzi in termini di ricerca e di specializzazione delle cure, con adeguamento dei trattamenti sulla base dell'individualità del paziente.
Grazie a un iter diagnostico ben definito e consolidato, il paziente con sospetta diagnosi di tumore gastrico viene fin da subito preso in carico dai medici del reparto e accompagnato lungo il tutto il percorso.
In caso di sospetto clinico, il primo esame diagnostico da eseguire è rappresentato dalla EsofagoGastroDuodenoScopia (EGDS) durante il quale il medico endoscopista utilizza uno strumento ottico flessibile per visualizzare la parete gastrica dall’interno e rilevare eventuali alterazioni della normale mucosa, consentendo contemporaneamente l’esecuzione di biopsie multiple sulle zone interessate e quindi un primo dato istopatologico sulla natura del tessuto. Oltre alla gastroscopia è necessaria inoltre una TC torace e addome con mdc per confermare la diagnosi e stabilirne l'estensione sia locale che a distanza. L'insieme di questi esami fondamentali ed ulteriori approfondimenti eventualmente richiesti costituiscono la "stadiazione" della malattia, fondamentale per determinare l'approccio terapeutico più indicato. Al giorno d'oggi, la stadiazione del tumore gastrico si basa a livello internazionale sulla classificazione TNM VIII ed. AJCC del 2018.


Una volta caratterizzata la malattia, il paziente viene preso in carico dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare, composto da varie figure professionali implicate nella gestione delle patologie oncologiche, col compito di discutere collegialmente lo specifico caso clinico e di porre indicazione al tipo di trattamento più adeguato.
Se diagnosticato in fase iniziale, il tumore gastrico può essere trattato con intervento chirurgico "upfront", mentre nella maggior parte dei casi avanzati è indicata la chemioterapia "neoadiuvante" a scopo citoriduttivo, cioè per ridurre l'estensione della malattia e permettere una maggior radicalità in sede di intervento.

L’intervento chirurgico ha lo scopo primario di rimuovere la parte di stomaco malata e viene associato ad una accurata rimozione dei tessuti periviscerali e delle catene linfonodali associate, in modo da perseguire la migliore radicalità dal punto di vista oncologico. A seconda della sede della neoplasia, la gastrectomia può essere parziale (con risparmio del fondo gastrico) o totale (in cui viene asportata anche la giunzione gastroesofagea). In entrambi i casi viene poi anastomizzato l'intestino al moncone esofageo o gastrico in modo da ricostruire l'integrità del transito intestinale. Questo permette al paziente, dopo un primo periodo di circa 7-10 giorni di digiuno, di riprendere ad alimentarsi per la normale via orale seppur con alcuni accorgimenti. Diventa infatti necessario frazionare i pasti della giornata in spuntini piccoli ma frequenti, in modo da introdurre tutte le calorie quotidiane necessarie all'organismo senza sovraccaricare il tratto digerente ricostruito.


Una volta concluso il percorso chirurgico, ulteriori trattamenti possono essere presi in considerazione dello stadio della malattia e dell’esame istopatologico definitivo ottenuto sul pezzo operatorio.